Il Cruscotto Economico
Pubblicato Ottobre 30, 2008 Crisi Economica 2008 , Economia , Rapporti ChiusoEnrico Berlinguer ,un maestro di vita per la mia generazione
Pubblicato Giugno 11, 2009 Opinioni , PD Chiuso
Enrico Berlinguer (Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984)
Enrico Berlinguer ,un maestro di vita per la mia generazione.
La foto ritrae Enrico Berlinguer in visita lo stabilimento FIAT di Mirafiori il 26 settembre 1980.
Nel corso dei 35 giorni di blocco ai cancelli FIAT, durante la visita a Mirafiori di Enrico Berlinguer, segretario del PCI, ai lavoratori in lotta, un delegato FIM, Liberato Norcia gli chiede cos’è disposto a fare il partito comunista se i lavoratori occupano la fabbrica?
«Berlinguer disse: che se gli operai occupavano la fabbrica il suo posto era accanto a loro»
E DOVE DOVEVA STARE IL PARTITO DEI LAVORATORI?
Da li a poco ci sarebbe stata la marcia dei quarantamila.
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Domanda: Dott. Marx cosa ne pensa del posto fisso rilanciato da Tremonti?
La questione non è il posto fisso. Ma i rapporti sociali ed economici di produzione…
“Il titolare di un posto fisso, è soltanto un fesso, che si illude di avere un posto fisso… Dal momento che il plusvalore che produce continua a finire nelle tasche del capitalista…”
PD: Primarie oltre tre milioni gli elettori, Pierluigi Bersani è il nuovo segratario eletto democraticamente
Pubblicato Ottobre 26, 2009 PD , Primarie 2009 Chiuso
Pier Luigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico.
“Dentro la vittoria di tutti c’è anche la mia” ha commentato su Twitter.
Poco dopo nella sua prima conferenza stampa annuncia: “Costruirò il partito, sono orgoglioso di farlo. Questa è una grande vittoria di tutti, elettori e militanti e con Dario e Ignazio lavoreremo assieme (leggi qui i loro commenti sul voto delle primarie), un lavoro di squadra. Voglio rivolgere una parola di amicizia e rispetto per Franceschini e Marino, lavoreremo insieme per il nostro partito. Voglio ringraziare Dario Franceschini che mi ha telefonato riconoscendo il risultato delle primarie”.
E a chi tra i giornalisti si chiede se sarà così solo fino al sette novembre, giorno dell’Assemblea del PD, sembra rispondere poco dopo: “Sarà partito senza padroni, non di un uomo solo, ma un collettivo di protagonisti, il Pd è un partito senza padrone. Farò il leader a modo mio, il PD non sarà di un uomo solo. Un grande partito popolare è un collettivo di protagonisti e questa sarà la chiave del mio lavoro”. Bersani sottolinea un passaggio importante che prefugura la sua linea: “Preferisco che il Pd si definisca un partito dell’alternativa piuttosto che dell’opposizione, perché l’alternativa comprende anche l’opposizione ma non sempre è vero il contrario, e stare in un angolo a urlare non porta a nulla”.
Il neo segretario a spoglio in corso riflette: “Voglio cominciare con l’orgoglio per quanto successo oggi. Tre milioni di persone sono una grande prova di democrazia. Tre milioni di persone che hanno pagato due euro a testa per partecipare alle primarie sono un grande risultato. Noi siamo orgogliosi di essere quelli che stanno costruendo un partito. Chi fa un partito realizza la costituzione repubblicana che parla di partiti e non di “popoli”. Questo mette l’Italia al pari delle altre democrazie mondiali che non hanno partiti con dei padroni. Spero che questo nostro esempio induca qualcuno a riflettere sull’assenza di trasparenza su altri soggetti politici. Noi siamo stati e siamo un libro aperto. Questo risultato mi consegna la responsabilità di guidare il Pd. Sopra o sotto il 50%? Vedremo, a noi risulta sopra il 50%. Ora collaborazione con tutte le opposizioni, ma io voglio il partito dell’alternativa”. E annuncia la sua prima iniziativa sul tema del lavoro: “Domani sarò a Prato, per incontrare gli artigiani che vivono la crisi, perché bisogna rompere il muro tra politica e lavoratori”.
I Primi Commenti: Aggiornati al 27/10/2009:
Quel patrimonio di tre milioni di ILVO DIAMANTI 27/10/2009
Franceschini e Marino: Gli elettori hanno scelto Pier Luigi Bersani nuovo segretario del Pd
PD: Una prima riflessione sulle Primarie
Approfondimenti:
Primarie PD, i risultati delle elezioni del Segretario nazionale
I Risultati di Bientina
Crisi: Il default della Sig. Franca classica esponente del ceto medio
Pubblicato Novembre 6, 2009 Crisi Economica 2008 , Politica , povertà Chiuso
La capacità di pagamento della signora Franca.
La signora Franca ha 55 anni ed è nubile, lavora come impiegata in una grossa azienda del settore metalmeccanico, guadagna 1.300,00 Euro al mese per 13,5 mensilità compreso tredicesima e il premio ferie, di conseguenza le entrate nette da reddito ammontano a Euro 17.550,00.
La signora Franca è proprietaria di una casa in cui abita lasciatagli in eredità dai suoi genitori del valore di 300.000,00 euro. Inoltre la signora Franca ha un deposito a risparmio di Euro 20.000,00 e possiede un auto nuova di media cilindrata completamente pagata.
La Sig. Franca necessita di un mutuo Bancario di 100.000,00 Euro per la ristrutturazione dell’immobile, la Banca gli propone vista l’età e il deterioramento del suo reddito una volta andata in pensione un mutuo a tasso fisso da rimborsare in 10 anni con ipoteca di primo grado sulla casa a garanzia della restituzione del mutuo, la sintesi del piano di ammortamento del mutuo e come da tabella che segue:
Valori espressi in Euro
VALORE DEL MUTUO €.100.000,00 TEMPO AMMORTAMENTO 10 ANNI, RATE MENSILI TASSO FISSO ITERESSI 4,75%
RATA MENSILE TASSO A REGIME: 1.048,00
IMPORTO TOTALE DA RIMBORSARE (MONTANTE): 125.760,00
Importo Interessi 25.760,00
———————————–
mesi 120 = incidenza interessi al mese 208,340
Importo capitale da restituire al netto degli interessi Euro100.000,00
———————————————————————————–
mesi 120 = Capitale al netto degli interessi da restituire Euro 833,34
A QUESTO PUNTO LA DOMANDA E’: PUO’ LA SIGNORA FRANCA RESTITUIRE IL MUTUO ALLA BANCA?
In base alle idee dominanti fino ad oggi si potrebbe dire di si, in fondo il bene dato in garanzia alla banca e di gran lunga superiore al valore del mutuo richiesto, di solito la garanzia richiesta oscilla fra il 150 o 200 % del valore del mutuo richiesto in questo caso la garanzia dovrebbe essere d fra i 150 o i 200 mila euro; come abbiamo visto l’immobile della Sig. Franca vale 300 mila euro quindi la Sig. Franca è sufficientemente patrimonializzata.
Inoltre la Sig. Franca è in condizioni piuttosto sane, non Ha debiti e lavorA in una azienda solida.
Insomma c’è chi sta peggio ma sopratutto stavano peggio quelli ha cui la nuova finanza concedeva i mutui Sub-prime.
Tutto lascerebbe pensare che la signora Franca è “Bancabile”…….dipende dai punti di vista e sopratutto dipende dalla realtà delle cose. Alla Sig. Franca manca un requisito fondamentale la capacità di produrre reddito sufficiente sia pagare il debito ma anche per vivere in condizioni minime. La Sig. Franca non può rinunciare a mangiare, non può certo rinunciare a lavarsi ed a riscaldarsi di inverno, non può neanche eliminare completamente l’uso della macchina e del ricambio del vestiario, come non può non mettere in conto il canone televisivo e il canone telefonico ecc..ecc… IN CONCLUSIONE LA SIGNORA FRANCA CONTINUA A VIVERE E PER VIVERE CI SONO NECESSITA’ CHE COSTANO E A CUI TUTTI DOBBIAMO FARE FRONTE.
Senza fare tanti conti analitici diciamo che queste necessità minime costano circa 700 euro al mese ( molte madri di famiglia salteranno sulla seggiola leggendo la cifra che è sicuramente sottostimata) che moltiplicati per 12 mesi ci porta ad un importo di euro 8.400,00.
Il reddito residuo della signora Franca per il pagamento del Mutuo è di Euro 17.550,00 – 8.400, 00= 9.150,00
che moltiplicato per gli anni del mutuo ammonta a Euro 91.500,00 a cui va aggiunta la somma a risparmio di Euro 20.000,00 ed abbiamo un totale di Euro 111.500,00.
IL DEFAULT DELLA SIG.FRANCA:
L’importo del mutuo da restituire alla banca e di Euro 125.760,00 , Il che vuol dire che alla Sig. Franca mancheranno dopo aver speso anche i risparmi accumulati in precedenza alla stipula del mutuo Euro 14.260,00 pari al 14,26% dell’importo di mutuo richiesto e dopo, se non aveva i 20.000,00 Euro di risparmi il suo default sul prestito era di Euro 34.260,00 pari al 34,26% dell’importo del mutuo richiesto.
Ora so benissimo, che qualcuno può dire: ma perché la Sig. Franca non fa un mutuo in 20 anni al fine di ridurre la rata mensile del mutuo? .
L’esempio non è casuale, La Sig. Franca e una signora di 55 anni e la banca se è guidata dal buon senso, non gli concederà un prestito che lei è costretta ad estinguere in veneranda età (a 75 anni) inoltre la Sig. Franca quando andrà in pensione avrà una decurtazione del suo reddito e con esso una minore capacità di rimborso che si associa inevitabilmente ad un percorso di vita in cui anche le cure mediche vanno messe in conto. E’ ovvio che un accorciamento ridotto riduce il rischio per la Banca in incappare in queste problematiche fisiologiche.
Inoltre l’esempio non è casuale ed espone una situazione di tutto rispetto, nessuno di noi direbbe onestamente che la Sig. Franca è in una condizione di degenza economica, c’è chi sta molto ma molto peggio!
L’esempio esposto è costruito apposta, per far capire quanto era debole l’economia della truffa a cui tutti guardavano con interesse, un tipo di economia che di fatto ha creato solo e soltanto una illusione monetaria di finta ricchezza, in quanto: finanziava l’acquisto della casa a chi era nulla tenente sapendo a monte che la fine non poteva essere che quella del default finanziario.
In fondo la Sig. Franca non è nulla tenente anzi….e il mutuo che chiede alla banca è un terzo del valore del suo immobile, ma gli manca quello che tecnicamente si chiama capacità di reddito e sopratutto non detiene un capitale produttivo, la casa in cui abita è si sua ed a un valore, ma gli produce solo e soltanto un reddito d’uso, non gli produce entrate extra gli riduce solo le spese che dovrebbe sostenere per pagare un qualsiasi affitto.
Concludo chiarendo una cosa per i palati fini, non ho considerato l’incremento del reddito della paga della Sig. Franca perché a mio modesto avviso e fatta eccezione per la durata di questa Crisi, in tempi normali l’aumento ISTAT della busta paga, si compensa sicuramente con l’aumento dell’inflazione reale nei 10 anni di ammortamento del mutuo.
Crisi: ISTAT, Italiani soddisfatti delle loro condizioni di vita
Pubblicato Novembre 6, 2009 Crisi Economica 2008 , Economia , Istat Chiuso
Migliora il livello di soddisfazione delle famiglie italiane per la propria condizione economica. E’ questi il dato che emerge dalla rilevazione dell’Istat.
Nel 2009 la percentuale di famiglie che giudicano la propria situazione economica sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente è più alta di quella rilevata nel corrispondente periodo del 2008 (44,9% rispetto a 39,4%). Parallelamente, si regista una diminuzione della quota di famiglie che riferiscono un peggioramento della propria situazione (dal 54,5% al 50%).

Peggiorano le condizioni di vita fra il 2008 e il 2009 per le famiglie il cui reddito e soretto da un lavoratore in proprio (un lavoratore che ha una propria impresa senza dipendenti nel cui ambito svolge anche lavoro manuale): in questo caso, la quota di famiglie che riferiscono un peggioramento passa dal 48,5% del 2008 al 51,1% del 2009.
Sono invece soddisfatti delle loro relazioni familiari, il 90,01% degli Italiani. Cosi suddivisi:si definiscono molto soddisfatti in Trentino-Alto Adige (46%), Friuli-Venezia Giulia (42,9%) ed Emilia-Romagna (41%); le più basse in Puglia (25,4%), Molise (26,3%) e Calabria (28,2%).
Per quanto riguarda le relazioni amicali la quota degli individui soddisfatti è molto elevata e tocca l’82,4%, con il 56,9% di abbastanza soddisfatti ed il 25,5% di molto soddisfatti. La soddisfazione è più elevata nelle fasce giovanili e via via decresce all’aumentare dell’età. La soddisfazione per le relazioni amicali è un aspetto per il quale le differenze di genere sono piuttosto evidenti. È soddisfatto per questo aspetto della vita l’84,5% degli uomini rispetto all’80,4% delle donne. In particolare, gli uomini che si definiscono molto soddisfatti, sono il 26,6% contro il 24,5% delle donne.

Documento Istat file pdf pag. n.7
Approfondimenti:
Crisi:MERCATO E MORALITÀ “L’economia e l’etica sono sorelle e non rivali”
Pubblicato Novembre 5, 2009 Crisi Economica 2008 , Ecologia , Politica Chiuso
Wilhelm Röpke (1899-1966) Economista
«L’economia di mercato è quel regime economico con il quale sta in piedi o crolla tutto il nostro sistema sociale e culturale». (Civitas humana.Wilhelm Röpke )
MERCATO E MORALITÀ “L’economia e l’etica sono sorelle e non rivali”.
Una delle questioni centrali affrontate nell’Enciclica papale Caritas in Veritate riguarda i rapporti tra etica ed economia. È il momento giusto per discuterne, anche perché la crisi finanziaria ha sollevato nuovi interrogativi proprio su questi aspetti.
Talvolta si pensa che etica ed economia siano due mondi distinti e separati. Non è così. Non lo è innanzitutto con riferimento al metodo di analisi delle scienze economiche. In base a un popolare stereotipo, le scienze economiche si basano sul presupposto che gli individui massimizzano solo il benessere materiale e pensano solamente al profitto. In realtà il metodo dell’economia è l’”individualismo metodologico”. Esso muove dalla premessa che i fenomeni economici e sociali vanno spiegati a partire dai comportamenti individuali. Per spiegare questi ultimi, dobbiamo presupporre che l’individuo si comporti “in modo appropriato alla situazione”. Cioè l’individualismo metodologico e il metodo dell’economia si basano sulla logica situazionale: spiego il comportamento spiegando la situazione. Ma “in modo appropriato alla situazione” non vuol dire massimizzare il benessere materiale. Al contrario, questo principio è compatibile con qualunque ipotesi sulle motivazioni individuali. In altre parole, non dobbiamo confondere l’individualismo con l’egoismo, così come l’altruismo non va confuso con il collettivismo.
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Hyman P. Minsky (1919-1996) Economista.
E’ Arrivaro l’ammazza bolle “L’algoritmo profetico del Mercante di Venezia”.
Quando Timothy Geithner si insediò nel 2003 alla guida della Federal Reserve Bank di New York, responsabile del primo mercato finanziario mondiale, il suo predecessore Edward G. Corrigan gli consigliò di studiarsi bene il fallimento della Ltcm di Greenwich, Connecticut. È il noto hedge fund saltato in aria nel 1998 per uso di asset inaffidabili contro cui si indebitava troppo, e per abuso di modelli matematici. Il caso Ltcm lo ha studiato bene, insieme a un pugno di altri economisti, John Geanakoplos, 54 anni, che allora faceva il trader e subì i contraccolpi di Ltcm, e oggi insegna a Yale, dove ha la cattedra dedicata a John Tobin, il Nobel keynesiano che fu consigliere di Kennedy.
Partendo da Shakespeare, dal Mercante di Venezia, dall’usuraio Shylock e dalla sua assurda richiesta di una libbra di carne umana del debitore Antonio a garanzia del prestito concesso e in caso di default, Geanakoplos ha incominciato a riflettere sulla affidabilità degli algoritmi che sorreggono tanta finanza contemporanea. Se Shylock avesse avuto expertise matematica invece dell’arte avara innata, avrebbe creato l’impossibile algoritmo della carne umana.
Geanakoplos fa parte di un piccolo gruppo sparso di economisti che da anni riflettono sulle teorie e le prassi che sorreggono gran parte dei mercati finanziari, e dicono che così non può andare. Se si analizza quanto accaduto negli ultimi anni, si vede che c’è stata un’enorme bolla sorretta spesso dal nulla, da garanzie inesigibili. «Non so quanti vogliono guardare in faccia la realtà, perché alla fine di una analisi come la mia e di qualche altro collega, se si applicano le conclusioni, ci si trova con un mercato finanziario più piccolo – dice Geanakoplos a Il Sole 24 Ore -. Ma anche più sicuro e meno esposto a sorprese sgradevoli». I primi dubbi sull’affidabilità di mercati ispirati a teorie rassicuranti Geanakoplos li ha avuti quando si occupava di finanza, come operatore, prima alla ora defunta Kidder, Peabody &Co. E poi dal 95 a Ellington Capital Management, un hedge fund che segue soprattutto titoli legati al mercato immobiliare e di cui Geanakoplos è ancora partner. Poteva toccare con mano la crescita della bolla l’inefficacia o l’inesistenza di regole adeguate.
«Non so bene che cosa Washington stia preparando in fatto di nuove regole, e non so nemmeno se hanno voglia di applicarle davvero. L’amministrazione parla con gli economisti, anche con me, – dice ancora Geanakoplos – stanno a sentire, ma poi non si riesce a capire che cosa abbiano davvero in mente». L’analisi di Geanakoplos, e di alcuni altri, non è del tutto in linea con l’obiettivo senz’altro di Wall Street, e probabilmente di Washington, di ricreare il mercato così come era, dei derivati soprattutto, con qualche regola in più, ma non troppo.
Al centro dell’analisi del professore di Yale c’è la questione del valore degli asset, titoli o real estate, e tutto ciò che serve a ottenere credito. Prima, in questo ciclo, sono venute negli anni 90 le case, che hanno fornito una base enorme di indebitamento. La rincorsa dei prezzi ha gonfiato sempre più il loro valore, e quindi anche il valore come collaterale del debito. È stata una volata senza precedenti storici, con lo stock abitativo americano che si è rivalutato del 92% tra il 96 e l’esplosione della bolla nel 2006 mentre era cresciuto di appena un terzo in prezzi reali, del 27%, nei 106 anni che vanno dal 1890 al 1996.
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Approfondimenti:
INEFFICIENT MARKETS E BEHAVIOURAL FINANCE (Tesi di laurea)
La dinamica delle crisi finanziarie: I modelli Modelli Minsky e Kindleberger
Capitalismo finanziario e teoria degli investimenti secondo H.P.Minsky
Teoria degli investimenti secondo H.P.Minsky
Keynes, Marshall e i filosofi di Cambridge
“Come ripristinare la stabilità finanziaria” Intervento di Mario Draghi
Libri: Keynes e l’instabilità del capitalismo. Autore:Minsky Hyman P.
Crisi: Ripresa del settore manifatturiero
Pubblicato Novembre 4, 2009 Crisi Economica 2008 , Ecologia , Politica , Rapporti ChiusoOttobre 2009 Manufacturing ISM Report On Business PMI pari al 55,7%
12 mesi di andamento dell’ indice manifatturiero
L’indice ISM per il settore manifatturiero è salito in ottobre a 55,7 punti dai precedenti 52,6.
Lo ha comunicato oggi l’Institute for Supply Management. Il risultato è superiore alle attese degli analisti (53 punti), e il più alto del mese di aprile del 2006.
Una lettura superiore ai 50 punti indicano che più imprese del settore hanno segnalato la crescita dell’attività rispetto a quante hanno invece registrato una flessione. Ad ottobre è il terzo mese consecutivo di espansione per il settore manifatturiero.
Segnali positivi dall’indice della produzione, salito a 63,3 punti dai precedenti 55,7. E, soprattutto, dall’indice dell’occupazione, tornato sopra quota 50 – 53,1 punti dai precedenti 46,2 -, a indicarne la crescita, dopo 14 mesi consecutivi di declino.
Indicazioni positive anche dall’indice dei nuovi ordini: 58,5 punti, meno rispetto a settembre (60,8) ma comunque a livelli che fanno ben sperare per l’attività futura.
Anche la riduzione delle scorte sembra giunta alla sua fase finale. L’indice è infatti salito a 46,9 punti dai precedenti 42,5. Scorte ancora in calo, quindi, ma ad un ritmo inferiore rispetto a quello del recente passato.
Dal settore immobiliare sono arrivati segnali positivi. Le vendite di case esistenti sono infatti aumentate in settembre del 6,1%.
Lo ha comunicato l’associazione nazionale degli agenti immobiliari (NAR). E’ l’ottavo mese consecutivo di crescita. Rispetto al settembre del 2008, le vendite sono aumentate del 19,8%. Secondo gli economisti del NAR, la crescita è da imputarsi anche agli aiuti governativi per l’acquisto della prima casa.
Sempre in settembre la spesa per costruzioni è aumentata dello 0,8%. Lo ha comunicato oggi il dipartimento del commercio. Per le costruzioni private residenziali la spesa è cresciuta del 3,9%, mentre per quelle non residenziali è diminuita dell’1,8%. La spesa pubblica è aumentata dell’1,3%. Rispetto allo stesso mese del 2008, la spesa per costruzioni risulta in calo del 13%.
Clicca sul grafico per ingrandirlo
Crisi: Europa, indice pmi manifattura in crescita a 50,7.
Era da maggio 2008 che l’indice non superava quota 50
L’ attivita’ manifatturiera in Europa ad ottobre e’ cresciuta per la prima volta da 17 mesi a questa parte. L’indice Pmi, rilevato da Markit Economics, e’ salito a quota 50,7 da 49,3 di settembre. Era da maggio 2008 che l’indice non superava quota 50.
La soglia 50 fa da spartiacque tra espansione e contrazione del ciclo e il dato odierno e’ una conferma che la recessione sta rallentando.

Le previsioni ISAE sulla produzione industriale settembre 2009 – novembre 2009
Nuovo rialzo della produzione industriale ad agosto. Per il terzo trimestre l’ISAE prevede un aumento del 5,5% rispetto al trimestre precedente.
Le indicazioni preliminari relative all’ultima parte dell’anno segnalano un’attenuazione della dinamica produttiva, che rimarrebbe comunque su un sentiero positivo.

Approfondimenti:
October 2009 Manufacturing ISM Report On Business®
EUROSTAT : Industrial producer prices
Markit PMI Settore Manifatturiero Eurozona – dati finali
Markit/ADACI PMI Settore Manifatturiero Italiano
ISAE: LE PREVISIONI PER L’ECONOMIA ITALIANA NEL 2009 E 2010
ISAE: CRESCE AD OTTOBRE LA FIDUCIA DELLE IMPRESE MANIFATTURIERE
Le previsioni ISAE sulla produzione industriale
Banca D’Italia: Sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi
Crisi:Roubini «Mercati a rischio se il dollaro inverte la rotta»
Pubblicato Novembre 2, 2009 Crisi Economica 2008 , Economia , Politica Chiuso
Roubini «Mercati a rischio se il dollaro inverte la rotta»
Nei mercati mondiali sta lievitando la più insidiosa bolla speculativa di tutti i tempi. Nouriel Roubini, l’economista famoso per aver previsto la crisi generata dai mutui subprime torna a parlare dei mercati finanziari. E in un articolo pubblicato sul Financial Times ribadisce quanto già affermato nei giorni scorsi alla televisione americana Cnbc: siamo di fronte a una bolla gigantesca che scoppierà non appena il dollaro (ancora in calo sull’euro) frenerà la sua corsa.
Tra biglietto verde e mercati azionari, sostiene Roubini, c’è infatti una forte correlazione. La speculazione sulle valute, per l’economista, gioca un ruolo fondamentale nell’andamento dei mercati. Con rischi notevoli. «Quando la discesa del dollaro si fermerà – è convinto Roubini – l’inversione di marcia (ma in negativo) contagerà i mercati finanziari, dando origine a un altro pesante crac».
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DOVE VA L’ECONOMIA / Le meravigliose bolle di sapone Carry Trade -di Nouriel Roubini *
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Fallisce Cit group: è la quinta maggior bancarotta di sempre
Negli Stati Uniti torna lo spettro della crisi bancaria. Dopo mesi di trattative con i creditori e di interventi governativi per salvarne il bilancio, alla fine Cit Group non ce l’ha fatta. La finanziaria indipendente specializzata nel credito alle Piccole e medie imprese, che eroga finanziamenti a oltre 2000 rifornitori che servono oltre 300.000 commercianti al dettaglio ha ufficializzato nella giornata di ieri il suo ingresso in stato di amministrazione controllata, il Chapther 11. Si tratta della quinta maggior bancarotta di sempre dopo quelle di Lehman Brothers, Washington Mutual, WorldCom e General Motors.
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Italia: È franato (-12%) il valore reale del mercato auto.

l mercato auto chiuderà il 2009 probabilmente a 2 milioni e 50mila unità, anche se le proiezioni si avvicinano di più a 2,1 milioni. In ulteriore flessione (-6%) dopo il -13,5% del 2008. Ma in valore – denaro speso per acquistare le auto – la situazione è peggiore: l’ammontare complessivo valutato ai prezzi di listino dovrebbe attestarsi sui 40,6 miliardi, il 10% in meno del 2008. È quanto emerge dalla misurazione del Centro studi Fleet&Mobility, che assegna ad ogni auto venduta il suo valore di listino, applicando poi sconti e incentivi. Al netto dei quali cittadini e imprese spenderanno nel corso di quest’anno 33,625 miliardi per acquistare le auto nuove, con un calo di quasi il 12% rispetto ai 38.087 milioni del 2008. La differenza tra il calo dei volumi (-6%) e del valore (-12%) è dovuta a due fenomeni.
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Approfondimenti:
Bridgestone lascia la F1, niente pneumatici dal 2010: «Pesa la crisi economica»
Crisi:In Toscana ancora segnali negativi per il lavoro
Pubblicato Novembre 2, 2009 Crisi Economica 2008 , Economia , Rapporti , Regione Chiuso
Scarica il Flash del Rapporto – file pdf. pag. 24
“Il mercato del lavoro in Toscana: ancora segnali negativi”
Data pubblicazione 30/09/2009.
Indice del Rapporto
• “Occupazione e misure anticrisi: un primo bilancio” di Gianfranco Simoncini
• L’occupazione
• La disoccupazione
• Gli avviamenti al lavoro
• L’emergenza occupazione: il ricorso agli ammortamenti sociali
• Appendice statistica
• Nota metodologica sulle fonti
• BOX: I numeri della flessibilità del lavoro in Toscana
Autore: IRPET – Regione Toscana Settore Lavoro
Crisi:Squilibri mondiali e la crisi finanziaria.
Pubblicato Novembre 1, 2009 Crisi Economica 2008 , Paper ChiusoLa miccia accesa dei mutui Usa
di Mario Margiocco ( i grafici sono di nostra introduzione)
U. S. Andamento Indici

Solo le bolle di sapone scoppiano senza fare male. E quella del mercato immobiliare americano non è stata una bolla di sapone, come ricordano Kenneth Rogoff e Carmen Reinhart nel loro recentissimo libro sulle crisi finanziarie. Dal ‘96 al 2006 il prezzo delle case è aumentato in America del 92%, più di tre volte l’aumento reale del 26% accumulato in oltre un secolo, tra il 1890 e il 1996. (This time is different, Princeton University press, 2009, pagg. 207).
È stata un’oscillazione di proporzioni inaudite. Con la benedizione della Federal reserve a suo tempo. Scoppiata la bolla, in scacco c’è tutto il mercato bancario americano, dove i primi cinque istituti controllano il 97% dei 200mila miliardi in valore nozionale di derivati detenuti negli Usa, in parte notevole legati all’immobiliare privato e ai suoi circa 11mila miliardi di mutui. Anche molte banche europee hanno un destino legato alla casetta nel viale alberato di Palo Alto.
Cina surplus commerciali con gli Stati Uniti e Unione Europea.

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USA: S&P Case Shiller, in salita prezzi case ad agosto

(Teleborsa) – Roma, 27 ott – Crescono i prezzi delle case in USA nel mese di agosto secondo quanto rilevato dalla Standard & Poor’s. Infatti,l’indice S&P Case Shiller, che misura l’andamento dei prezzi nelle principali venti aree metropolitane degli Stati Uniti, ha evidenziato un incremento dell’1,2% mensile, rispetto al +1,6% del mese precedente. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno si evidenzia un decremento dell’ 11,3%, gli analisti si aspettavano una contrazione dell’11,90%.
Approfondimenti:
Crisi:Italia lavoro precaro ai cittadini e fisso ai politici di professione.
Pubblicato Novembre 1, 2009 Crisi Economica 2008 , Economia , Lavoro , Politica Chiuso
La fabbrica dei precari sono 390 su 400 addetti.
Forse è un record. Alla Mtm di Guasticce, tra Livorno e Collesalvetti, finora c’è stata solo la precarietà: su 400 dipendenti nella fabbrica che installa gli impianti gpl auto 390 sono precari. L’azienda va avanti tra contratti a termine e agenzie interinali.
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Tante poltrone, poca efficienza.
Conti in rosso e nomine pilotate: i vizi delle ex aziende municipalizzate.
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Stop al valzer dei politici trombati
L’economista Petretto: manager improvvisati, hanno danneggiato le aziende.
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Che dire……questo è il risultato della partitocrazia i partiti non sono più veicoli per attuare la politica nell’interesse della Polis, ma sono diventati uffici di collocamento.
Il merito e le capacità individuali non contano, l’unica cosa che conta è la fedeltà al gruppo e l’umiltà nell’aspettare il proprio turno.
Se hai queste doti basta e avanza, le competenze non sono necessarie per gestire i soldi e i servizi della Polis.
Non è forse vero che nell’esperienza dell’uomo comune che si è fatto da solo ci sono anche degli errori……. allora dov’è il problema?
Ecco il problema c’è ma è bene che ognuno lo indentifichi da solo.
Crisi:In Italia c’è chi produce ricchezza e benessere sociale, e c’è chi evade.
Pubblicato Ottobre 31, 2009 Crisi Economica 2008 , Economia , Politica , Rassegna Stampa Chiuso
La mappa dei super-ricchi italiani: concentrati in 5 regioni.
Più dei due terzi della ricchezza totale dei paperoni italiani, quelli con portafogli finanziari di almeno 500mila euro, si concentra in cinque regioni.
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Le tabelle con le classifiche della ricchezza nelle regioni e nelle province
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In Italia, c’è chi produce richezza e lavoro e chi invece evade costantemente e continuamente ingenti somme di denaro.
Purtroppo spesso la politica miope e prigioniera delle narrazioni del 900 tende a vedere nel piccolo imprenditore il male e la causa dei problemi Italici. E’ un vecchio problema della sinistra Italiana, anche di quella parte che oggi dice di chiamarsi riformista ma è erede di una forma-mentis del passato.Un passato fatto di retorica dove era molto più facile fare accordi consociativi con la grande impresa lasciando nel tritacarne sociale il piccolo imprenditore, alimentando cosi l’illusione del perseguimento delle narrazioni politiche dell’epoca.
Questa crisi sta dimostrato che il valore della piccola e micro impresa è fondamentale per la tenuta sociale del territorio, in un mondo sempre più globalizzato, dove la grande industria tende a ricollocarsi in quelle aree gegrafiche dove il costo della manodopera e a livelli da fame e dove il sindacato è inesistente.
La trasormazione sociale in atto, porterà sempre di più l’individuo espulso dalla grande industria a dover essere imprenditore di se stesso, di conseguenza è già in atto da tempo una trasformazione delle vecchie categorie sociali del novecento che di fatto non sono più idonee per leggere la società moderna.
Da questa presa di coscienza nasce la prima vera rivoluzione della politica riformista di centro sinistra.
Una rivoluzione culturale e di linguaggio che deve vedere i componenti della comunità come individui associati per valori e non per classe, l’asssociazioni per valori è di fatto una associazione che crea una nuova generazione politica che include in essa individui di età diverse, con redditi diversi ma con valori condivisi e con una narrazzione comune del mondo in cui vorrebbero vivere.
Un mondo, che di fatto non può che essere per il centro sinistra riformista, equo, solidale, democratico, liberale, individualista ma profondamente sociale.
L’evasione quando è fatta per il solo scopo dell’arricchimento oltre ogni limite di esigenza umana è asociale, ma l’evasione fatta per “sopravvivere economicamente”, è di fatto la conseguenza di una politica economica miope ed errata; una politica che costringe il cittadino medio ad essere in conflitto con la comunità e a dever decidere fra l’etica e la sua “sopravvivenza economica”. Di conseguenza per la comunità diventa una battaglia persa, in quanto il nostro istinto naturale tende a scegliere per la “sopravvivenza economica” che è essenziale e che deve essere adeguata agli standards sociali.
La responsabilità sociale dell’individuo che vive in comunità, non può mai essere messa in conflitto con la sua “sopravvivenza economica”, la politica del grimardello morale attuata dalla sinistra nel 900 è una delle cause per cui il riformismo di sinistra non è mai stato una visione comune e condivisa nel nostro paese; Un paese (che è bene ricordare) il cui motore produttivo è fatto prevalentemente da piccoli imprenditori.
Pagare tutti per pagare meno tutti è un obbiettivo fondamentale, ma è altrettanto fondamentale:
- il riconoscimento del valore lavoro, ma del lavoro in quanto tale e indipendentemente dalla categoria o tipologia contrattuale, di fatto il lavoro umano assume valore sociale perchè è fondamentale per il progresso dell’intera comunità (1),
- il riconoscimento dell’equità fiscale verso chi lavora e produce ricchezza, richezza che è di fatto la benziana che serve per tenere acceso il motore dei servizi sociali,
- l’equità fiscale è un concetto flessibile ed è espandibile verso l’alto solo e soltanto se il contribuente ( il cittadino) si sente integrato rispettato e gratificato socialmente,
-l’espansione verso l’alto del concetto di equità fiscale è imprescindibile dal riscontro dell’equità nella gestione delle risorse. E’ bene ricordare che in questo caso le risorse sono frutto del lavoro umano, e quindi da considerare scarse per loro natura. Di conseguenza diventa necessario e imprescindibile da parte di chi fornisce quelle risorse una verifica sulla loro gestione.
Nota:
1) Nelle società primitive, i cacciatori dividevano la cacciagione con l’intero villaggio, magari riservandosi una parte maggiore per loro e per il capo tribù. Il concetto fonadmentale di questa regola, era che il lavoro serviva per il sostentamento e la sopravvivenza dell’intera tribù. Non c’era la ricerca dell’equità e dell’uguaglianza, ma c’era un compromesso fra premio individuale, rispetto gerarchico ( l’autorità che mantenva l’ordine delle tradizioni frutto delle esperienze sociali) e socialità nella consapevolezza che solo l’unione sociale e condivisione di valori, aveva la meglio su una natura ostile ( chi in quel momento aveva fatto una buona caccia, poteva un domani non avere la solita fortuna, ma la regola condivisa frutto dell’esperienza sociale consentiva comunque la sua sopravvivenza fisica e della tribù), egoismo, capacità individuali e esperienza empirica, avevano trovato una soluzione frutto dell’intelligenza umana; Al fine di avere la meglio sulle avversità del vivere quotidiano in base alla situazione data.
CRISI: Spiriti Animali, come la natura umana può salvare l’economia
Pubblicato Ottobre 30, 2009 Crisi Economica 2008 , Economia , Libri , Politica ChiusoSPIRITI ANIMALI. Come la natura umana può salvare l’economia.
Editore: RIZZOLI – Pubblicazione: 05/2009-Numero di pagine: 312 -Prezzo: € 19,50
Autori: AKERLOF GEORGE – SHILLER ROBERT J.
Già all’indomani del crollo del 1929, John Maynard Keynes metteva in guardia contro la teoria classica secondo cui solo la perfetta razionalità guida il comportamento economico: al contrario, diceva, anche la natura umana, sotto forma di tendenze psicologiche, influenza le nostre azioni.
Sono gli “spiriti animali”, e da essi bisogna ripartire per comprendere la crisi in corso. Dalla fede cieca nel fatto che i prezzi delle case saliranno sempre, fino alla rassegnata sfiducia del risparmiatore di fronte alla corruzione nei mercati azionari, gli spiriti animali sono il vero motore dell’economia.
Su questa base, gli autori rispondono a una serie di domande fondamentali sul presente e soprattutto sul futuro:
- come mai ci sono persone che non trovano lavoro?
- Perché è così difficile risparmiare?
- Cosa determina le depressioni economiche e le oscillazioni dei mercati immobiliari?
Akerlof e Shiller sintetizzano il lavoro di anni in un’analisi limpida e autorevole che cambierà il modo di pensare alle recessioni, alla disoccupazione e alla povertà e ai mutui. Spiegano perché l’ignoranza del vero funzionamento dell’economia abbia condotto al crollo dei mercati del credito e la conseguente minaccia di un collasso economico globale. Ricordando che, per risollevarsi dalle sventure finanziarie, i governi dovranno avere la saggezza di sfruttare le forze potenti dell’emotività umana, anziché continuare a ignorarle.
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I due autori sostengono, in polemica con l’economia classica, che le persone non si comportano solo razionalmente e i mercati non tendono automaticamante all’equilibrio. E’ storia vecchia, che ha un impatto su come i governi (non) intervengono in economia, e che ha i suoi epigoni in Milton Friedman e tutti i “liberisti puri”.
Le persone non agiscono solo con motivazioni economiche e in modo razionale. La crisi attuale, le bolle degli anni passati, e il buonsenso dovrebbero farci avvertiti. Il Che non vuol dire tornare al mondo in cui lo stato si sostituiva all’imprenditore.
I due annoverano tra gli spiriti animali la fiducia, il panico, il senso di equità, la malafede, l’illusione monetaria; ma soprattutto, scrivono, contano le “narrazioni”, le promesse di ricchezza, il sogno della crescita senza limiti. E questo tira in ballo l’informazione.
In sostanza un buon libro da leggere, sopratutto per i neofiti che vogliono capire come l’economia guarda la società. Mi ricorda per certi versi un’altro libro Il Mondo di Sofia , un Romanzo ma anche un piccolo trattato sulla storia della filosofia.




















































































